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V.I.P. SIGARETTE ELETTRONICHE

di Federica Balbo

 

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SALI DI NICOTINA: COSA SONO DAVVERO E PERCHÉ NON SONO ADATTI A TUTTI.

30-09-2026 15:56

Federica

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SALI DI NICOTINA: COSA SONO DAVVERO E PERCHÉ NON SONO ADATTI A TUTTI.

Cosa sono i sali di nicotina? Differenze dalla freebase, assorbimento, dipendenza e perché non sono la scelta giusta per tutti.

Negli ultimi anni i sali di nicotina sono diventati molto popolari, soprattutto nei pod system e nei dispositivi compatti (usa e getta) ma oggi si trovano facilmente anche in confezioni per ricarica da 10ml.

Spesso vengono indicate come 1% e 2%: quando la percentuale è espressa come peso/volume, corrispondono rispettivamente a circa 10 mg/ml e 20 mg/ml.

 

Sono morbidi in gola, permettono di utilizzare concentrazioni elevate di nicotina senza avvertirne la presenza.

 

Ed è proprio questo il punto.

 

La caratteristica che può renderli molto utili per un forte fumatore può renderli poco sensati per chi non ha bisogno di tanta nicotina.

 

Vediamo perché.

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Cosa sono i sali di nicotina?

Nei liquidi tradizionali viene generalmente utilizzata la cosiddetta nicotina freebase.

 

Nei sali, invece, la nicotina viene associata a un acido organico, per esempio benzoico, lattico o salicilico.

 

Non diventa una nicotina “diversa” o innocua.

 

La sostanza farmacologicamente attiva rimane nicotina.

 

Quello che cambia è soprattutto il modo in cui viene formulata e percepita durante l’inalazione.

 

Il Ministero della Salute ricorda che i liquidi per sigarette elettroniche possono contenere nicotina e altri ingredienti e che fabbricanti e importatori sono soggetti a specifici obblighi di comunicazione e notifica.

 

Fonte ufficiale: Ministero della Salute – Sigaretta elettronica

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Perché i sali risultano più “morbidi”?

Chi utilizza nicotina freebase sa che, aumentando la concentrazione, aumenta normalmente anche il cosiddetto hit, cioè il colpo che si percepisce in gola.

 

Quando la concentrazione diventa elevata, quel colpo può risultare fastidioso.

 

Con i sali di nicotina l’inalazione può invece risultare molto più morbida o addirittura impercettibile.

 

Questo permette di utilizzare concentrazioni importanti di nicotina senza avvertire la stessa irritazione che si avrebbe normalmente con una freebase molto alta.

 

È un vantaggio?

 

Dipende da chi li utilizza.

 

Per un fumatore fortemente dipendente, che deve riuscire a sostituire completamente le sigarette, può esserlo.

 

Per chi non ha bisogno di dosi elevate, quella stessa facilità di utilizzo può invece favorire un’assunzione di nicotina maggiore del necessario, aumentando inutilmente l’esposizione e il rischio di dipendenza.

 

Fonte scientifica: Nicotine & Tobacco Research – Nicotine protonation and sensory effects

 

“Morbido” non significa “leggero”

Stessa concentrazione significa stesso assorbimento?

Non necessariamente.

 

Uno studio randomizzato crossover pubblicato nel 2024 ha confrontato nicotina freebase e salina utilizzando lo stesso dispositivo e un protocollo standardizzato.

 

Con una concentrazione di 20 mg/ml (2%), la formulazione in sali ha prodotto livelli di nicotina nel sangue superiori rispetto alla freebase alla stessa concentrazione nominale.

 

Questo non significa che ogni liquido ai sali fornisca sempre più nicotina di qualsiasi liquido freebase.

 

Contano anche:

 

  • il dispositivo utilizzato,
  • la potenza,
  • la quantità di aerosol prodotta,
  • la durata dei tiri,
  • la frequenza di utilizzo e il comportamento individuale.

 

 

Fonte scientifica: Nicotine & Tobacco Research – Studio farmacocinetico su sali e freebase

E la dipendenza?

La nicotina crea dipendenza sia in forma freebase sia in forma salina.

 

Ma gli studi indicano che la formulazione può fare una differenza.

 

In uno studio clinico randomizzato condotto su giovani adulti, i sali hanno prodotto maggiore assunzione di nicotina, valutazioni soggettive più positive e circa il 25% di puff in più rispetto alla freebase.

 

Gli autori hanno interpretato questi risultati come indicativi di un maggiore potenziale d’abuso.

 

Un altro studio longitudinale su 543 utilizzatori adulti ha rilevato livelli di dipendenza maggiori tra chi utilizzava stabilmente sali rispetto a chi utilizzava stabilmente freebase.

 

E uno studio clinico pubblicato nel 2026, confrontando sali e freebase alla stessa concentrazione, ha nuovamente osservato che i sali producevano un picco di nicotina maggiore ed erano percepiti come meno aggressivi in gola.

 

Questo non significa che chiunque utilizzi sali diventerà automaticamente più dipendente.

 

La dipendenza dipende anche dalla quantità assunta, dalla frequenza di utilizzo, dal dispositivo e dalle caratteristiche individuali.

 

Ma il concetto è semplice:

 

se una nicotina è più facile da inalare, può diventare anche più facile assumerne molta.

 

Fonti scientifiche:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39120901/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38918934/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41863629/

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Quindi i sali fanno più male della freebase?

Qui bisogna essere precisi.

 

Oggi non abbiamo prove sufficienti per affermare che i sali di nicotina provochino nell’uomo più malattie a lungo termine rispetto alla nicotina freebase.

 

Dire il contrario sarebbe scorretto.

 

Quello che sappiamo con maggiore sicurezza riguarda soprattutto:

 

  • la capacità dei sali di rendere più tollerabili concentrazioni elevate;
  • il maggiore assorbimento osservato in alcuni studi;
  • possibili differenze nel potenziale di dipendenza;
  • differenze che possono dipendere dal tipo di sale, dalla formulazione e dal dispositivo utilizzato.

 

Quindi il problema non è:

 

“sale = pericoloso, freebase = sicura”.

 

La nicotina rimane una sostanza che crea dipendenza in entrambe le forme.

 

La domanda corretta è:

 

quanta nicotina serve realmente a quella persona?

 

Fonte ufficiale: Ministero della Salute / ISS – Linee guida sulla dipendenza da tabacco e nicotina
 

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Quando i sali di nicotina possono avere senso

Immaginiamo un forte fumatore.

 

Fuma molte sigarette al giorno, ha una dipendenza importante e con una sigaretta elettronica a bassa concentrazione continua ad avere bisogno della sigaretta.

 

In quel caso una somministrazione efficace di nicotina può essere utile.

 

Perché l’obiettivo iniziale è prima di tutto:

 

eliminare la combustione.

 

La revisione Cochrane aggiornata al 2026 conclude che le sigarette elettroniche contenenti nicotina aiutano più persone a smettere di fumare rispetto alle tradizionali terapie sostitutive con nicotina.

 

Questo dato riguarda però le sigarette elettroniche con nicotina nel loro complesso.

 

Non significa che i sali siano necessariamente la soluzione migliore per tutti.

 

In Europa, inoltre, la concentrazione dei liquidi contenenti nicotina destinati al consumatore non può superare 20 mg/ml (2% per i sali).

 

Fonte: Cochrane – Electronic cigarettes for smoking cessation

 

Fonte normativa: Direttiva Europea 2014/40/UE – Articolo 20

Quando invece i sali possono non servire

Se una persona utilizza già tranquillamente basse concentrazioni di nicotina, sta riducendo il proprio consumo, non ha una forte dipendenza oppure non ha mai fumato, quale vantaggio avrebbe nell’utilizzare una formulazione che rende più semplice assumere quantità elevate di nicotina?

 

Per un non fumatore il discorso è ancora più semplice.

 

Non esiste una dipendenza dalle sigarette da trattare.

 

Se una persona che non fumava inizia ad assumere nicotina attraverso pod, puff o altri dispositivi, il rischio è quello di sviluppare facilmente una nuova dipendenza da nicotina.

 

Ed è proprio una delle situazioni che oggi troviamo più difficili da gestire.

 

In questi casi il problema non è più aiutare qualcuno ad abbandonare la combustione.

 

Il problema diventa evitare di creare una dipendenza che prima non esisteva.

Da V.I.P. non demonizziamo i sali. Li utilizziamo quando hanno senso.

Anche nel nostro assortimento sono presenti alcuni liquidi ai sali di nicotina.

 

Quindi sarebbe incoerente dire che sono prodotti da evitare sempre.

 

La differenza sta nel perché vengono proposti e nel quale prodotto scegliamo di proporre.

 

Quando decidiamo di tenere un liquido ai sali, preferiamo prodotti realizzati in Italia, provenienti da filiere tracciabili e accompagnati da documentazione tecnica chiara, così da poter sapere meglio cosa stiamo vendendo e da chi viene prodotto.

 

Questo non significa che un prodotto sia automaticamente più sicuro solo perché italiano.

 

Significa che, quando parliamo di nicotina, per noi contano molto trasparenza, tracciabilità, qualità delle materie prime e affidabilità del produttore.

 

Un forte fumatore che non riesce a trovare soddisfazione con una soluzione tradizionale può avere esigenze completamente diverse da una persona che svapa occasionalmente.

 

Per questo non partiamo dalla domanda:

 

“Freebase o sali?”

 

Partiamo dalla persona.

 

  • Quanto fuma?
  • Cosa fuma?
  • Quanta nicotina le serve per non accendere una sigaretta?

 

Solo dopo scegliamo lo strumento.

 

Perché la nicotina dovrebbe essere quella necessaria, non quella massima che riusciamo a rendere piacevole da inalare.

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In conclusione

I sali di nicotina non sono il “nemico”.

 

Per un forte fumatore possono essere uno strumento utile per allontanarsi dalla combustione a patto che non siano utilizzati in aggiuta alle sigarette tradizionali.

 

Per chi non necessita di concentrazioni elevate possono invece significare semplicemente più nicotina e più dipendenza senza un reale beneficio.

 

Ricordiamoci quindi una cosa:

 

“È morbido” non significa “è leggero”.

 

E soprattutto:

 

La nicotina giusta non è quella che va di moda. È quella di cui quella persona ha realmente bisogno.

 

 

Perché, come diciamo da V.I.P.:

 

“La nicotina, quando è giusta, sazia e non strazia.”

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Fonti e approfondimenti

Fonti istituzionali

 

Ministero della Salute – Sigaretta elettronica
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/fumo-prodotti-del-tabacco-sigarette-elettroniche/sigaretta-elettronica/

 

Ministero della Salute – Ingredienti dei prodotti del tabacco e delle sigarette elettroniche
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/fumo-prodotti-del-tabacco-sigarette-elettroniche/ingredienti-prodotti-tabacco-e-sigarette/

 

Ministero della Salute / ISS – Linee guida sulla dipendenza da tabacco e nicotina
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/fumo-prodotti-del-tabacco-sigarette-elettroniche/linee-guida-il-trattamento-della-dipendenza/

 

Direttiva Europea 2014/40/UE – Articolo 20
https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2014/40/oj

 

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Prodotti liquidi da inalazione registrati per la commercializzazione
https://www.adm.gov.it/portale/prodotti-liquidi-inalazione-registrati-commercializzazione

 

Studi scientifici citati

 

Christen SE et al.
Pharmacokinetics and Pharmacodynamics of Inhaled Nicotine Salt and Free-Base Using an E-cigarette: A Randomized Crossover Study.
Nicotine & Tobacco Research, 2024.
PMID: 38597729

 

Tackett AP et al.
E-Cigarette Nicotine Delivery Among Young Adults by Nicotine Form, Concentration, and Flavor: A Crossover Randomized Clinical Trial.
2024.
PMID: 39120901

 

Is Maintenance or Switching Between Freebase and Nicotine Salt Liquid Associated with Electronic Nicotine Delivery Systems Dependence?
2024.
PMID: 38918934

 

Effects of nicotine form and tobacco flavor on pharmacokinetics, subjective effects, and behavioral indicators of abuse liability of e-cigarettes.
2026.
PMID: 41863629

 

Cochrane – Electronic cigarettes for smoking cessation
Aggiornamento 2026.

V.I.P. INFORMA

Questo articolo fa parte dei nostri approfondimenti dedicati allo svapo consapevole.

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